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Incontro delle sardine torinesi con i candidati alle primarie del centrosinistra

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Primo incontro: Francesco TRESSO

Perchè le primarie

Torino, una città in decadenza in cerca di identità.  Il PD, un partito in crisi, in cerca di identità. Sia Torino che il PD in cerca di una nuova classe dirigente, che sappia prendersi dei rischi e delle responsabilità e governare il cambiamento.

Benvenute allora queste primarie che decideranno il candidato sindaco. Il futuro sindaco avrà come compito quello di ridare un destino alla città, ora in crisi dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

Queste primarie estendono il centrosinistra dal solo PD a un campo più largo, che comprende  i radicali da una parte e  dall’altra alcuni partiti a sinistra del PD  (SI e Possibile).

Il candidato

Francesco Tresso è uno dei quattro sfidanti per queste primarie torinesi, un candidato “civico”. E’ sostenuto da quei partiti che nella scorsa edizione delle amministrative correvano con Airaudo contro il PD, il che non ha giovato a nessuna delle due formazioni, visti i risultati di quella tornata.

Non ha una lunga esperienza politica, ma è già stato consigliere nella corrente amministrazione comunale, all’opposizione della giunta Appendino.  Tresso ha anche una lunga esperienza di progetti come ingegnere civile e anche esperienza di attivismo nel sociale, coniugando così concretezza ed impegno, passione e competenza.

In un momento in cui c’è da ricucire la relazione tra la classe politica e la cittadinanza, sono delle buone premesse. Una delle chiavi del successo per la  prossima amministrazione sarà proprio la capacitò di coinvolgere e conquistare la fiducia tanto della classe dirigente torinese quanto quella della popolazione.

L’incontro

Durante l’incontro che c’è stato lunedi con le sardine nei locali dell’Off Topic,  sono  stati presentati da Tresso il metodo di lavoro e la squadra.

Il metodo

Tresso ha infatti deciso di giocare la sua sfida cercando di rinnovare il metodo tradizionale della politica, immettendo l’energia di giovani  e cercando la partecipazione delle persone. Il programma di #Torinodomani è pertanto ancora in fieri, ma muove da alcuni punti che costituiscono delle tracce per  il percorso.

Tresso, con i suoi collaboratori, ha cercato di dare, attraverso la narrazione della sua candidatura, l’idea di un modo diverso di approcciare la politica, inclusivo e aperto al dialogo. Un modello che permetta di mettere a valore competenze presenti in città, ma che altrimenti rimarrebbero inutilizzate.

Il programma

Quello che sta dando vita al programma è un laboratorio politico che è partito ora, ma che continuerà oltre le elezioni, per un lavoro che esca dagli schemi dei partiti e dagli accordi fatti solo in funzione dei risultati elettorali. E’ un laboratorio che ha già avuto una collaborazione con Fabrizio Barca e il suo Forum Disuguaglianze e Diversità, con suggerimenti utili.

Gli elementi guida del programma sono:

  • Far dialogare parti diverse della città, interpretandone i bisogni;
  • Generare lavoro, rinnovando il settore manifatturiero e lavorando sul terzo settore che già costituisce un punto di forza per la città;
  • Integrare competenze e  attività  portate avanti da  associazioni e istituzione in un sistema che metta a valore le potenzialità.

La squadra

Fanno parte della squadra con ruoli  diversi personaggi vecchi e nuovi della politica cittadina.

Elena Miglietti, giornalista, porta la capacità del dialogo.

Ilda Curti, politica di lungo corso, è convinta che sia finito il tempo in cui ci si unisce “contro”.  E’ convinta che ci sia bisogno di un pensiero collettivo e di nuovi luoghi per svilupparlo al di fuori dei partiti e che sia necessario  far crescere una nuova classe dirigente. Ilda chiede alla generazione più anziana di avere più generosità, ai giovani più coraggio.

Alessandro Armando, architetto, appartenente a una  generazione più giovane, sottolinea come la modalità partecipata sia un esempio di democrazia costruita governando i conflitti:  a partire dalle differenze  sono state individuate  le parole chiavi e le mappe sulle quali convergere per assemblare il programma. E’ un tipo di situazione molto simile a quella delle Sardine, un movimento dove si sente l’esigenza di far convivere le differenze in nome dei valori e degli obiettivi che uniscono.

Infine Roberto Mezzalama, ingegnere ambientale, parla del grande lavoro da fare per la transizione ecologica: Torino è l’unica città in Italia dove il numero di macchine è aumentato negli ultimi 10 anni.

Dopo questa presentazione le sardine sono state invitate a porre delle questioni come stimolo per la discussione e anche ad avanzare proposte.

Le sardine chiedono

Questione sociale e ambientale

Simone PaV, che ha parlato a nome dell’associazione di Sardine piemontesi AMA, ha premesso come la questione sociale e quella ambientale siano molto interconnesse. Ha quindi chiesto quale siano i propositi in termini di misure a supporto e di lotta alla povertà e quali le politiche  per risolvere il dualismo centro-periferia.

Tresso ha illustrato come le mappe siano uno strumento utile per individuare dove intervenire e come le periferie debbano essere viste non come il confine della città,  ma come dorsali di progettazione e come cerniere che uniscono i comuni vicini alla città. Occorre valorizzare elementi già presenti, come le case di quartiere e le biblioteche civiche. Ha affermato che se si guarda avanti, al futuro, la città deve essere veloce e connessa, se ci si rivolge alla prossimità deve essere lenta e densa.

Mobilità sostenibile

Si è poi passati al tema della mobilità sostenibile. Dal punto di vista della mobilità, il modello di Lione può essere un riferimento, essendo tra l’altro le due città simili tra loro. Poichè  a Torino è molto diffuso il pendolarismo è opportuno lavorare sul trasporto integrato e multimodale. Ed è più che mai necessario investire sul trasporto pubblico: oggi si va più velocemente da Torino  a Milano che non dalla periferia al centro di Torino, o viceversa.

Oltre le primarie

Servono risorse economiche e forza politica per attuare queste idee. Allora la domanda importante è: cosa succede del programma nel caso Tresso vinca o, al contrario, nel caso perda le primarie?

In entrambi i casi, vittoria o sconfitta, bisogna ricordare che si tratta  solamente di una fase della competizione: dopo c’è poi quella più importante e difficile delle elezioni vere e proprie, fase in cui diventa essenziale la capacità di aggregazione tra tutte le componenti che invece ora si sfidano. Tresso propone un patto tra i candidati indipendente da chi vince e una volontà di dialogo anche con il M5S, dove il confronto deve avvenire sui temi, non deve esser un accordo solo ai fini elettorali.

Alessandro Rocca

Alessandro Rocca, delle sardine torinesi, chiede perché si debba votare  un candidato civico.

La crisi di rappresentanza ha dato importanza ai candidati della società civile. Torino ha bisogno di innovazione, una proposta fuori  dagli schemi di partito ha in potenza maggiore appetibilità. Inoltre la necessità di avere un campo largo per vincere dà maggiori possibilità a chi mette il dialogo tra le sue priorità.

Alla domanda “Dal 14 giugno cosa succede?” Tresso promette che qualunque sia l’esito delle pimarie si lavorerà per risultato finale, che è battere la destra, che sta dimostrando anche a livello regionale la sua incapacità di governo.

Conclusione

In conclusione, il candidato vincitore dovrà avere la visione  della Torino del futuro, ma anche la capacità di mettere a terra interventi e soluzioni, oltre che ovviamente la capacità di vincere le elezioni cittadine.

I numeri al momento non sembrano essere molto favorevoli per Tresso, sia se si guarda a passato, sia se si guarda lo scenario attuale. Per lui è necessario intercettare non solo i voti dei rosso-verdi, ma anche di chi, tra i sostenitori del PD, guarda all’esterno del partito.

Per vincere, dovrà conquistare voti dai delusi del M5S, tra i delusi della politica e anche dalla sinistra più radicale, area peraltro già affollata di candidati… Aiuterà in questo senso una proposta che si possa riconoscere come alternativa, un proposta mite, radicale e aperta.

L’invito rivolto a tutti  è a partecipare, con idee e proposte.

 

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